Associazioni in difficoltà per pagare tributi e affitto o nel trovare una sede, Comune intervenga con Baratto Amministrativo e Amministrazione Condivisa

La stragrande maggioranza delle associazioni territoriali, culturali, sociali, sportive, studentesche e musicali stanno rappresentando al Comune di Perugia la loro difficoltà, se non proprio l’impossibilità, nel sostenere le spese per l’affitto della propria sede che rischiano di dover abbandonare o per il pagamento dei tributi locali che gravano sui bilanci associativi: noi vogliamo aiutarle e risolvere la situazione proficuamente per loro, per l’amministrazione e per la comunità cittadina. Con questo obiettivo abbiamo presentato stamattina un documento che impegna il Sindaco e la Giunta a sviluppare accordi tra il Comune e le associazioni tramite due strumenti: il primo è l’amministrazione condivisa ed il secondo è il baratto amministrativo, affinché possano corrispondere all’Ente, in tutto o in parte, le imposte comunali ed il canone d’affitto.

Il mondo dell’associazionismo perugino riveste un ruolo fondamentale nella gestione e nella salvaguardia del territorio perugino e del suo tessuto sociale. È per questo motivo che, in una situazione di crisi economica e di difficoltà di reperimento dei fondi, il Comune deve venire incontro a queste associazioni.

Il baratto amministrativo, pratica ormai molto diffusa in tutta Italia ma non a Perugia, e l’amministrazione condivisa, per cui il Comune si è già dotato di un apposito regolamento che però non viene attuato dalla giunta prevedono che i cittadini, anche consorziati in una associazioni, possono scalare una parte o la totalità delle imposte comunali o del canone di locazione della propria sede svolgendo interventi di manutenzione ordinaria (in concerto con gli uffici comunali) ottenendo un duplice scopo, una riduzione delle imposte per i cittadini volenterosi e migliorie apportate ad edifici, parchi, marciapiedi e beni pubblici in generale. Inoltre per chi ancora non ha una sede propria vi è la possibilità di individuare immobili, aree verdi o spazi comuni da riqualificare e gestire come bene comune usufruendo di queste buone pratiche amministrative.

Incentivando ed istituzionalizzando il baratto amministrativo e l’amministrazione condivisa il Comune di Perugia e i suoi abitanti trarrebbero indubbi vantaggi garantendo pulizia e manutenzione di beni di proprietà pubblica e permettendo la sopravvivenza di quei corpi intermedi, rappresentati dalle associazioni di qualsivoglia genere, che fanno da argine all’atomizzazione della società, al rischio di degrado in centro o nelle periferie e alla creazione di quartieri dormitorio.

Qui di seguito il testo integrale della proposta:

 

 

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Valutato che:

 

  • Il Comune di Perugia, sulla scia di quanto inserito nel decreto “Sblocca Italia” del 2014, ha approvato l’istituzione del c.d. baratto amministrativo. Con questa pratica, come ormai è ben noto, i cittadini, anche consorziati in una associazione, possono scalare parte delle imposte comunali dovute svolgendo interventi di manutenzione ordinaria (in concerto con gli uffici comunali) ottenendo un duplice scopo, una riduzione delle imposte per i cittadini volenterosi e migliorie apportate ad edifici, parchi, marciapiedi e beni pubblici in generale.
  • La commissione affari istituzionali del Consiglio Comunale di Perugia ha lavorato sull’amministrazione condivisa: una formula organizzativa fondata sulla collaborazione fra amministrazione e cittadini, che sono invece separati nei modelli organizzativi tradizionali. Si basa in primo luogo sull’ipotesi che la società italiana è piena di risorse, vivace, attiva, intraprendente e capace di affrontare gli ostacoli; grazie a queste risorse i cittadini possono uscire dal ruolo passivo di amministrati per diventare invece co-amministratori, soggetti che integrano queste risorse con quelle di cui è dotata l’amministrazione e si assumono una parte di responsabilità nel risolvere problemi di interesse generale. Esempi di amministrazione condivisa sono già presenti nel territorio comunale.

 

Considerato che:

 

  • Il ruolo dell’associazionismo all’interno della nostra città è stato sempre di primo piano con svariate associazioni (socio-culturali, ricreative e sportive) che hanno svolto il ruolo di presidio territoriale soprattutto nelle frazioni e nei quartieri periferici scongiurando l’ipotesi di creazione di quartieri dormitorio.
  • L’associazionismo territoriale, e non solo, per anni ha collaborato con le Circoscrizioni prima e con l’Amministrazione Comunale poi nella gestione e nella salvaguardia del territorio perugino e del suo tessuto sociale.
  • Le associazioni per svolgere al meglio il loro ruolo hanno avuto in uso, con forme contrattualistiche ben definite, immobili di proprietà pubblica per i quali viene corrisposto un contributo economico annuo proporzionale alla dimensione e alla caratteristica dell’immobile stesso o, in alternativa, uno sconto affitto in cambio a lavori di ristrutturazione, adeguamento, e messa a norma degli immobili stessi.
  • Tutte le associazioni, sia quelle che hanno immobili di proprietà sia quelle che sono in locali comunali pagano le imposte municipali, in quasi tutti i casi con particolari difficoltà viste la difficile situazione economica che il nostro Paese sta affrontando.

 

Impegna il Sindaco e la Giunta a:

 

  • A sviluppare accordi tra l’amministrazione comunale e le associazioni tramite il “baratto amministrativo” affinché possano utilizzare questo strumento per corrispondere all’Ente, in tutto o in parte, le imposte comunali (TARI, TASI e IMU) svolgendo lavori socialmente utili e manutenzioni territoriali per la collettività.
  • A permettere la gestione di immobili e strutture tramite il regolamento per l’amministrazione condivisa (delibera CC) evitando costi di affitto a carico delle associazioni che non riescono più a sostenerli economicamente e rischiano di abbandonare le loro sedi.
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