Bruciati 3,5 milioni euro di interessi passivi dall’inizio del mandato Romizi

Dall’inizio del mandato del Sindaco Romizi sono stati bruciati 3,5 milioni di euro di interessi passivi che potevano essere investiti sulla città di Perugia. Come è successo?

Immaginate di usare la vostra carta di credito per mesi senza pagare mai il saldo, cosa succederebbe? Non solo accumulereste enormi debiti e interessi passivi ma, alla fine, ricevereste una telefonata poco piacevole dal direttore di banca. Ecco, questo è ciò che è accaduto tra il Comune di Perugia e la Corte dei Conti per via dell’anticipazione di tesoreria, gli interessi passivi e i nuovi debiti.

Dall’analisi del documento si evincono grosse criticità per quello che concerne il bilancio comunale: in particolar modo la criticità più rilevante è rappresentata dalle anticipazioni di tesoreria e dai conseguenti interessi passivi che il Comune è costretto a pagare a causa del costante e reiterato ricorso alle anticipazioni.

Nel 2013 gli interessi passivi ammontavano ad una cifra irrisoria pari a soli 4 mila e 500 euro per l’intero 2014, quando il Sindaco Romizi ha iniziato il suo mandato, da allora gli interessi passivi hanno superato ogni anno abbondantemente il milione di euro per anno con un totale di 3 milioni e 500 mila euro di soldi dei perugini bruciati in interessi, invece di essere utilizzati in investimenti e servizi.

Il costante ricorso alle anticipazioni di cassa, unito alla grave situazione registrata sul fronte della riscossione delle entrate previste e mai incassate, ha portato alla spesa di fondi senza avere le coperture e alla creazione di nuovi debiti dal bilancio comunale: questo ha fatto si che il Comune di Perugia, per la prima volta, si trovi sotto la lente della magistratura contabile.

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