Casa Pound e Forza Nuova: propagandano ordine e pugno di ferro, ma fanno affissioni abusive e non pagano le multe

Da diverso tempo i movimenti di estrema destra, come Casa Pound e Forza Nuova, utilizzano le mura della nostra città per divulgare i loro messaggi di odio: palazzi pubblici, condomini privati, cavalcavia, e gallerie sono alla mercé di questi gruppuscoli. 

I cittadini sono costretti poi a pagare la ripulitura delle loro proprietà in maniera diretta, se sono private, e in maniera indiretta, se sono pubbliche. 

Negli ultimi giorni, come sempre più spesso accade in prossimità delle elezioni gli aderenti a questi movimenti utilizzano le plance messe a disposizione dal Comune a tutti i candidati e i partiti come loro personale bacheca occupando, arbitrariamente, tutti gli spazi.

Già nel 2015 avevamo sottolineato il problema delle affissioni abusive con una specifica interrogazione. Il Sindaco in risposta ci ha spiegato come, nonostante fossero stati redatti svariati verbali contro Forza Nuova e Casa Pound, i due partiti non avessero provveduto a pagare nessuna delle multe. Ci sembra paradossale che chi propugna a gran voce il rispetto della legge e dell’ordine sia il primo a violare le elementari norme di convivenza civile e a non pagare le sanzioni che vengono elevate a norma di legge.

Con questa nuova interrogazione vogliamo spronare il Comune ad una azione rapida e capillare contro attacchinaggio ed affissioni abusive, affinché vengano rilevate tutte le infrazioni e vengano riscosse tutte le multe elevate.

 

Di seguito il testo integrale:

 

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  • L’articolo 663 del codice penale stabilisce che l’“affissione abusiva di scritti o disegni” è vietata e che “è punito con l’arresto fino a un mese e con l’ammenda fino a lire cinquantamila” chiunque “senza licenza dell’Autorità e senza osservarne le prescrizioni, in luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni”.

 

  • Per quello che riguarda il periodo elettorale e le relative affissioni l’articolo 1 della legge n. 212 del 4 aprile 1956, così come modificato dalla legge n. 130 del 24 aprile 1975 stabilisce che “l’affissione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati o, nel caso di elezioni a sistema uninominale, da parte dei singoli candidati o dei partiti o dei gruppi politici cui essi appartengono, è effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati in ogni comune”.

 

  • Da diverso tempo partiti e movimenti politici come Forza Nuova e Casa Pound imbrattano sistematicamente muri di palazzi pubblici e privati, ponti, gallerie e cavalcavia con manifesti murali che oltre ad essere affissi al di fuori degli spazi consentiti spesso trasmettono messaggi di odio ed intolleranza.

 

  • In occasione delle campagne elettorali molti tabelloni assegnati alle affissioni elettorali vengono interamente ricoperti con manifesti di queste due forze politiche senza rispetto per gli spazi assegnati ad altri partiti e movimenti.

 

  • Il Sindaco, nell’agosto 2015, rispondendo ad una interrogazione sulle affissioni abusive asseriva che “gli uffici hanno provveduto a effettuare i relativi controlli elevando alcune sanzioni: quattro nel 2011, cinque nel 2012, undici nel 2013, sedici nel 2014 e una nel 2015. Questi verbali non risultano a oggi pagati, né le relative ingiunzioni inviate; per quelle più datate, pertanto, si è già provveduto all’iscrizione a ruolo.”

Si interroga il Sindaco e la Giunta circa i motivi e gli intendimenti della seguente attività:

  • Cosa l’Amministrazione comunale intende fare per impedire il proliferare delle affissioni abusive in città.
  • Cosa l’Amministrazione comunale intende fare per far sì che vi sia un controllo capillare delle infrazioni in atto e che i verbali emessi contro le affissioni abusive vengano pagate dagli interessati.
  • Se le precedenti multe sono state pagate da chi aveva compiuto infrazioni.
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