Commemorazione di Ilvano Rasimelli, come (non) ricordare un Partigiano

Finalmente è disponibile su sito del Comune di Perugia lo streaming della seduta di Consiglio Comunale in cui (non) è stato commemorata la figura di Ilvano Rasimelli. Lo aspettavo da tempo perchè si potesse vedere ed, autonomamente, giudicare come sono andate le cose. In molti me lo hanno chiesto, ma le parole non rendono. Per amore della verità ognuno potrà vedere la registrazione e giudicare.

Premetto che non so come si sarebbe dovuta commemora una figura così complessa come quella di Ilvano Rasimelli: partigiano che si oppose all’occupazione nazifascista, componente del Comitato di Liberazione della nostra città, pensatore libero e, a volte scomodo, amministratore locale, ingegnere, senatore della Repubblica Italiana che aveva contribuito a liberare prima e a costruire poi. Insomma io non so quale sarebbe stato il modo giusto, ma di certo non così, ecco come assolutamente non doveva essere commemorato: esattamente come ha fatto Varasano che presiede il Consiglio Comunale di Perugia.

Dopo molte forzature e con la forte resistenza proprio del centro-destra, abbiamo ottenuto di ricordare Ilvano Rasimelli con un minuto di silenzio nel giorno della sua scomparsa. Un ricordo doveroso. La brutta sorpresa è arrivata dopo, per l’appunto: ritengo sia molto grave ed istituzionalmente inaccettabile l’aver volutamente omesso nel ricordo della storia umana, politica ed istituzionale di Ilvano Rasimelli il suo essere partigiano e essere stato tra i promotori del comitato di liberazione della nostra città. E la giustificazione è peggiore della colpa: quella ricordata dal Presidente Varasano è una figura mutilata perché quella vera sarebbe risultata “troppo divisiva” a suo dire. Queste affermazioni hanno portato la mia coscienza personale a proporre una mozione di censura nei confronti del Presidente per la totale mancanza di senso della storia e delle istituzioni.

Purtroppo sono stato interrotto più volte dal Presidente che, al contrario, dovrebbe far rispettare gli interventi e infine mi è stata arbitrariamente tolta la parola con metodi che non ho paura di definire fascisti: perciò per la prima volta da quando sono stato eletto (e ci tengo a sottolinearlo) ho abbandonato i lavori del Consiglio Comunale in segno di protesta.

Quanto accaduto durante la seduta del Consiglio Comunale è inaccettabile e vergognoso: prima si prova a non commemorare un partigiano, poi lo si ricorda in maniera mutilata e, infine, inammissibile e contrario ad ogni regolamento che il Presidente del Consiglio Comunale (figura che dovrebbe essere super-partes e dovrebbe garantire il regolare svolgimento dei lavori) si permetta di togliere la parola ad un Consigliere Comunale solo perché interviene in disaccordo con le sue, quanto meno discutibili, posizioni politiche.

Chi rappresenta le Istituzioni non può permettersi di cancellare pezzi di storia cittadina e personale di figure come quella di Ilvano Rasimelli per posizioni politiche personali e interessi di parte.

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