Foglie, rimandati a settembre su Porta Marzia

Si avvicina l’autunno, periodo critico per le Foglie: ho atteso un’intera settimana sperando in una rettifica, mai arrivata.
Per rimanere sul tono delle facezie non sappiamo se il livello di aciditià dipende dallo scrivente o dal suggeritore, ma ci dà l’occasione di parlare di Perugia e di Porta Marzia.
Abbiamo la fortuna di essere una delle poche città con cinta murarie sia etrusche che medioevali e le diamo per scontate. Porta Marzia, insieme con l’Arco Etrusco a cui faceva da contraltare, è una delle costruzioni umane più antiche d’europa e quindi del mondo.

Infatti è etrusca, non romana come riportato erroneamente dal giornale locale che proprio sopra Porta Marzia ha la sua redazione. Lì è stata spostata ed inglobata con l’edificazione della Rocca Paolina quando, per fare spazio al presidio papale, è stata demolita un’intera porzione della nostra città e l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane salvò Porta Marzia dall’impeto distruttivo e vendicativo del papa vincitore.

Inoltre è interessante sapere che le statue, logicamente di materiale diverso dalla porta in travertino e più consumate dal tempo, non rappresentano divinità romane ma etrusche: sono una delle poche testimonianze del pantheon etrusco.

Come accaduto con gli usi, i costumi e le festività anche gli dei furono riclitati nella cultura romana: la figura di Tinia, al centro della porta, fu assorbita da Giove e le figure dei suoi figli con i rispettivi destrieri, i Tinas cliniiar poi assorbiti dai Dioscuri.

Insomma il suggeritore della Foglia insieme al suo scrivente saranno pure stati bocciati in storia locale e storia dell’arte, ma li ringraziamo per averci dato l’occasione di parlare di Porta Marzia che a noi piace molto!

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