Fondi pubblici a Perugia 1416, dopo tre anni è ora che cammini sulle proprie gambe

Si è conclusa un’edizione di Umbria Jazz che passerà alla storia come un successo: tanti concerti con con grandi artisti internazionali, oltre 400 mila presenze, 35 mila biglietti, un boom di turisti nei nostri alberghi e ristoranti.

Questo bilancio positivo fa il paio con quello del Festival Internazionale del Giornalismo che, come Umbria Jazz, porta il nome di Perugia nel mondo, richiamando giornalisti e amanti dell’informazione da tutti i continenti con oltre 700 speaker con figure tra le più influenti ed innovative del mondo.

Entrambi rendono la nostra città durante le loro edizioni la capitale della musica e dell’informazione. Ma ricevono poco, anzi pochissimo dal Comune di Perugia, circa 50 mila euro il primo e 10 mila il secondo, a fronte di costi e bilanci di centinaia di migliaia di euro sostenute dalle altre istituzioni e dai sostenitori privati.

Al contrario c’è chi, come un’idrovora, prosciuga il bilancio del Comune di Perugia dedicato alla cultura, ma non ha riscontri turistici, di prenotazioni negli alberghi o presenze nei ristoranti: Perugia 1416. Non lo dico io, ma le foto di quei giorni ai parcheggi di approdo turistico.

Premetto che io non sono contrario alle rievocazioni storiche, ma sono contrario al fatto che dipendendo interamente dai bilanci pubblici. Negli ultimi anni ci é costata quasi mezzo milione di euro: pari al contributo di questa amministrazione per 10 anni di edizioni di Umbria Jazz e per 50 anni di edizioni del Festival Internazionale del Giornalismo.

Credo che, dopo 3 anni di totale sostegno pubblico, sia ora che Perugia 1416 cammini sulle proprie gambe come fanno tutte le rievocazioni storiche e che i nostri soldi siano investiti in altri eventi culturali, magari per dare opportunità e sostegno ai giovani creativi della nostra città.

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