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3
Mar

L’emergenza Coronavirus ha messo in luce la carenza di personale sanitario del sistema umbro: troppi precari e pensionamenti non rimpiazzati

I quattro nuovi casi di Coronavirus appena comunicati dalla Direzione Sanitaria Regionale fanno salire a sei il numero di persone affette da Coronavirus in Umbria.

Occorre affrontare questa emergenza sanitaria senza panico o psicosi, ma con rigore e consapevolezza piena di quanto sta accadendo, riponendo la massima fiducia nei medici, negli infermieri, nei tecnici di laboratorio, negli operatori sanitari e nei ricercatori che in queste ore stanno lavorando duramente e senza sosta per fronteggiare l’emergenza, spesso in condizioni e con mezzi non ottimali. Persone che stanno svolgendo il loro ruolo con dedizione e capacità. A loro vanno i nostri ringraziamenti.

L’emergenza Coronavirus ha messo in luce la diffusa carenza di personale sanitario del sistema umbro, con troppi precari da un lato e pensionamenti non rimpiazzati dall’altro, che stanno mettendo in ginocchio la sanità pubblica. Molti professionisti, sottoposti a stress eccessivi, stanno lasciando il sistema sanitario regionale a favore del privato o di quello di regioni confinanti. Sono oltre 600 i precari che reggono interi servizi. Una situazione che non rispetta i parametri di legge ed espone nostre aziende sanitarie ed ospedaliere a provvedimenti penalizzanti della Corte dei Conti.

Occorre urgentemente sbloccare la situazione attraverso stabilizzazioni dei precari, scorrimenti di graduatorie e concorsi. Azioni imprescindibili per evitare di mettere a rischio un sistema sanitario pubblico come il nostro, fino ad ora solido e capace, che in questa fase di emergenza si sta reggendo sull’incredibile sforzo e il incessante impegno dei 20 mila operatori sanitari umbri.

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