L’impegno dei giovani e le nuove forme di partecipazione

In controtendenza, rispetto a quelli che registrano in maniera trasversale le organizzazioni giovanili dei partiti dei vari schieramenti politici, ci sono i dati delle crescenti adesioni al mondo dell’associazionismo e del volontariato.

Negli ultimi venti anni gli iscritti alle organizzazioni del mondo dell’associazionismo e del volontariato sono sensibilmente aumentati tra i giovani. La rilevazione ISTAT segna l’interesse dei giovani a partecipare alle attività non solo di un’associazione singola ma di più realtà in settori differenti tra loro: molti ragazzi si tesserano e frequentano con una discreta assiduità contemporaneamente associazioni studentesche e sportive, culturali e di volontariato, territoriali e di consumo critico, solo per fare alcuni esempi. È questo il fenomeno della multi-adesione che sta soppiantando l’abitudine a tesserarsi ad una singola associazione di un campo specifico in cui i giovani investivano tutto il proprio impegno in maniera totalizzante. L’innata esigenza di aggregazione e socializzazione presente in tutti, anche nelle nuove generazioni, viene così soddisfatta.

Mentre nei confronti delle istituzioni e dei partiti vi è una crescente diffidenza, i giovani tendono ad associarsi nelle forme più disparate, una sorta di “disaffezione muta” che allarma per l’apatia, l’indifferenza e, sempre di più, la sfiducia che le nuove generazioni mostrano nei confronti di istituzioni nazionali e locali, dei partiti e dei movimenti che nascevano come le radici stesse dell’impegno democratico. Con il rischio concreto di renderle sempre più autoreferenziali e delegittimate.

Le istituzioni ed i partiti sono ormai più contestati che difesi anche dai loro stessi rappresentanti ed aderenti, mentre dall’esterno sono percepiti come entità astratte e disincantate che non riescono più ad entrare in contatto con la crescente richiesta di prossimità e vicinanza dei giovani. Sempre secondo l’ISTAT, le motivazioni che inducono un ragazzo ad associarsi sono principalmente il desiderio di partecipazione e socialità: il bisogno di stare con gli altri è primo sul podio con il 43,4%, seguito dalla volontà di unire le forze e raggiungere obiettivi comuni per il 36,2% dei ragazzi, mentre solo il 3,3%, una netta minoranza, lo fa per obiettivi personali ed avere risultati vantaggiosi per sé.

I dati confutano anche un altro luogo comune sui giovani, che spesso vengono dipinti come apatici ed individualisti, figli di una società che esalta l’egocentrismo ed esalta il narcisismo. Al contrario: nelle giovani generazioni c’è fame e sete d’impegno, partecipazione e voglia di mettersi al servizio degli altri, anche per realizzare se stessi.

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