Mobilità Notturna, GIMO non lascia ma raddoppia. E il Sindaco che fa?

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La sperimentazione della Mobilità Notturna nella città di Perugia, interamente finanziata dalla Regione Umbria, ha registrato un successo inaspettato per alcuni e atteso per noi: già nel primo weekend oltre 500 biglietti venduti, mentre la media registrata è stata di 300 biglietti a sera nei tre mesi, a cui vanno sommati i tanti accessi di studenti e non solo che avevano già l’abbonamento per andare a scuola, all’università o al lavoro.

Ora, terminata la positiva sperimentazione, è arrivato il momento delle scelte: GIMO non lascia ma raddoppia. La proposta presentata dall’Unione degli Universitari e dalla Rete degli Studenti Medi, ideatori del servizio, non è soltanto di farne una tratta permanente, ma di rimodulare il percorso e le corse creando due linee circolari per intercettare da un lato le persone che vivono nella zona sud della città e dall’altro chi risiede nella zona nord.

La nuova proposta razionalizza i costi, migliora la frequenza e raddoppia sia i territori attraversati che l’utenza servita grazie a due linee di mobilità notturna:

  1. Linea Circolare GIMO (nei due sensi di marcia), ovvero la linea già sperimentata ma ampliata per interessare il quartiere di San Marco, la periferia di Ellera e Olmo, l’asse Ponte della Pietra-Via Settevalli e il quartiere di Via dei Filosofi.
  2. Linea Circolare GIMO PONTI (in un senso), la nuova linea che congiunge l’asse dei principali quartieri periferici lungo la linea del Tevere, cioè Ponte San Giovanni, Ponte Valleceppi e Ponte Felcino, con Monteluce, l’Acropoli e il quartiere di Piscille.

Nel progetto presentato dai rappresentanti degli studenti GIMO e GIMO PONTI viaggerebbero le notti di venerdì e sabato di quasi tutto l’anno, da aggiungere a tutte le date, anche infrasettimanali, delle principali manifestazioni della città di Perugia (Umbria Jazz, International Journalism Festival, Fiera dei Morti, Eurochocolate, Festival del Calcio, etc.) per un totale di circa 100 giorni di servizio l’anno.

La questione dei costi non può e non deve essere una scusa, perché molto contenuti grazie ad un’attenta pianificazione: il provider del servizio, Busitalia, ha stimato per un progetto come questo un costo tra i 100.000 e i 130.000 Euro per l’intero anno, cioè meno dello 0,03% del bilancio comunale.

Ad oggi la Regione Umbria ha già interamente finanziato la sperimentazione della Mobilità Notturna e, nonostante stanzi per il trasporto pubblico del Comune di Perugia 7 milioni di euro pari ad un terzo dei fondi regionali totali da ripartire nei 92 comuni dell’Umbria, ha mostrato disponibilità a ragionare con l’amministrazione sul come sostenere il progetto di rilancio di GIMO.

Non ultima la scelta nell’ultimo Consiglio Regionale, in sede di Bilancio, da parte dei consiglieri del Partito Democratico Leonelli e Casciari di presentare una mozione per richiedere al Comune di Perugia di rendere permanente GIMO e offrire un ulteriore stanziamento di risorse per il co-finanziamento della mobilità notturna che è stata approvata dall’aula.

In sostegno al progetto, oltre alla Regione Umbria, si sono espresse in maniera ufficiale anche l’Università degli Studi di Perugia e l’Agenzia per il Diritto allo Studio. Sarà un’utile occasione di confronto la Commissione comunale competente, convocata per la mattina di lunedì 31 luglio, in sede di audizione con gli ideatori di GIMO, i rappresentanti degli studenti e dell’Ateneo.

Adesso non ci sono più alibi, il Sindaco Romizi e la sua giunta ci devono dire cosa intendono fare: vedono il servizio come un investimento o come uno spreco? La nostra città è da sempre conosciuta nel mondo come pioniera nel settore della mobilità alternativa e all’avanguardia nelle scelte di trasporto pubblico. La mobilità notturna non è un costo, ma un servizio a cui Perugia, polo universitario, centro giovanile, città europea, non può sottrarsi.

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