Sindaco, perché negare i documenti ad un bambino? Famiglia bloccata in Spagna: Perugia il Comune più reazionario d’Italia?

La stampa locale e quella nazionale hanno raccontato la storia di un bambino di sei mesi nato in Spagna da una coppia di ragazze perugine: hanno richiesto al Comune di Perugia la trascrizione dell’atto di nascita del bambino, così da riconoscerne l’identità e poter avere i documenti necessari per viaggiare e tornare nel nostro paese.

Tutti i Comuni con richieste analoghe in Italia non hanno rifiutato la trascrizione dell’atto di nascita del bambino, ma lo hanno parzialmente trascritto riconoscendone l’identità e la possibilità di richiedere i documenti. I tribunali di molte città e persino la Cassazione si sono già espressi più volte ordinando ai comuni reticenti di procedere alla trascrizione in toto, non solo parziale.

Ma a Perugia no.

La nostra città punta al primato di Comune più reazionario d’Italia: ha rifiutato la trascrizione, negando l’identità al bambino e di conseguenza i documenti. Per questo la coppia ed il loro figlio sono bloccati in Spagna senza poter viaggiare.

A noi sembra una storia fuori dal mondo e fuori dal tempo, per questo in Consiglio Comunale abbiamo interrogato il Sindaco su due questioni:

  • Quali siano i criteri adottati e le motivazioni che hanno spinto la sua persona, con atto formale, a rifiutare la trascrizione dell’atto di nascita del bambino per motivi di ordine pubblico?
  • Se è al corrente che questo è il primo caso in Italia di rifiuto totale di trascrizione di un atto di nascita, dunque di identità e documenti, ad un bambino nato all’estero da genitori italiani?

Sarebbe stata gradita una risposta, ma come al solito il Sindaco era assente.

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