Testamento Biologico, il Comune di Perugia permetta il deposito

Il Testamento biologico è stato, negli ultimi anni, uno dei temi che ha eticamente più coinvolto la sensibilità degli italiani, dando vita ad un dibattito molto sentito e vivace tra i cittadini e che, a livello legislativo, si è concluso nel prendere atto che era doveroso per lo Stato intervenire per mettere a sintesi etiche diverse e nuove necessità in risposta ai bisogni contemporanei. Il dibattito ha portato nel 2017 alla legge “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, in vigore dal 31 gennaio 2018, con cui si stabilisce che ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia.

Il Consiglio Comunale di Perugia con molta lungimiranza e all’avanguardia nei tempi e nei temi, dopo aver recepito le istanze contenute in una petizione popolare avente e le proposte del gruppo consiliare del Partito Democratico, ha disposto tramite la delibera n. 35 del 2010 che, anche senza una legge specifica nazionale, fosse istituito il registro e con delibera consiliare n. 110 sempre del 2010 fu istituita una Commissione consiliare di studio per l’elaborazione delle linee guida per la redazione del regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici.

Grazie al prezioso contributo in Commissione della professoressa Alessandra Pioggia della cattedra di diritto amministrativo, del professor Mauro Bacci della cattedra di medicina legale e del dottor Fausto Grignani il testo per regolamentare il registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento nel Comune di Perugia è stato definitivamente approvato dal Consiglio Comunale il 07 marzo 2011 con delibera n. 38”.

Sono trascorsi 7 anni dall’approvazione e la nostra proposta è diventata una legge nazione, dunque un diritto per tutte le persone e non solo i cittadini di Perugia. Ma l’attuale amministrazione non ha predisposto le informazioni sull’accesso a questo servizio per il cittadino che è in vigore da mesi e la pagina che era precedentemente dedicata al registro risulta “in fase di aggiornamento” (vedi immagine in allegato).

Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno con cui chiediamo al centro destra di ottemperare, seppur in ritardo, alle disposizioni del Consiglio Comunale prima e della legge nazionale poi, prevedendo non solo la possibilità di deposito del testamento biologico, ma rendendo concreto ed effettivo il supporto dell’Ente a chi volesse depositare la propria dichiarazione per la libertà di cura, fornendo un fac-simile che può essere poi personalizzato, su cui basare il documento con il quale una persona nel pieno possesso delle proprie capacità manifesta ai medici la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si trovasse in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile.

Di seguito il testo integrale della proposta:

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OGGETTO: Testamento Biologico. Il Comune di Perugia ottemperi alle norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento

PREMESSO CHE

  • Il Testamento biologico è stato, negli ultimi anni, forse il tema che ha eticamente più coinvolto la sensibilità degli italiani e delle italiane, dando vita ad un dibattito molto sentito e vivace tra i cittadini e che, a livello legislativo, si è concluso nel prendere atto che era doveroso per lo Stato intervenire per mettere a sintesi etiche diverse e nuove necessità in risposta ai bisogni del quotidiano vivere;
  • Il legislatore, nel dicembre 2017, con la legge avente ad oggetto “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, in vigore dal 31 gennaio 2018, intrecciando l’etica della vita come valore assoluto, quella dell’autodeterminazione e quella della competenza, richiamando sia i principi della Carta costituzionale che quelli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, stabilisce che ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia;

CONSIDERATO CHE

  • Dai vari confronti è emersa l’opportunità che lo scritto contenente il Testamento biologico sia redatto in modo consapevole da persona in possesso di una conoscenza approfondita della questione e delle problematiche ad essa collegata, si è registrata la convenienza che, anche, ma non solo, attraverso un vero e proprio sistema di supporto per la scrittura si coinvolgano le pubbliche istituzioni e le loro strutture;

EVIDENZIATO CHE

  • Il Consiglio Comunale di Perugia, prima che tutto questo avvenisse, recependo le istanze contenute in una petizione popolare avente ad oggetto “Istituzione presso il Comune di Perugia di un pubblico registro per raccogliere le dichiarazioni di Testamento Biologico” e delle proposte del gruppo consiliare del Partito Democratico, ha disposto, con delibera n. 35 del 22 febbraio 2010, che anche in assenza di una legge specifica, fosse possibile individuare alcuni elementi e principi giuridici a cui fare riferimento e che non vi fossero impedimenti normativi a che il Comune, nella sua potestà regolamentare e organizzativa, potesse istituire il registro in oggetto;
  • Con delibera consiliare n. 110 del 21 giugno 2010 si istituiva una Commissione consiliare di studio per l’elaborazione delle linee guida per la redazione del regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici. Grazie al contributo della professoressa Alessandra Pioggia della cattedra di diritto amministrativo, del professor Mauro Bacci della cattedra di medicina legale e del dottor Fausto Grignani la proposta di registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento al Comune di Perugia è stato definitivamente approvata il 07 marzo 2011 con delibera consiliare n. 38;

RESO NOTO CHE

  • Al giorno in cui si sta redigendo il presente ordine del giorno nel sito del Comune di Perugia non vi sono informazioni sull’accesso ad un diritto per il cittadino che è in vigore in tutto il territorio nazionale, la pagina che era precedentemente dedicata al registro risulta “in fase di aggiornamento” da mesi (di seguito un’immagine del sito);
  • Alle persone che hanno chiesto informazioni all’assessorato preposto è stato risposto, più volte, di richiamare in futuro;

SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

  • Ad ottemperare, seppur in ritardo, alle disposizioni del Consiglio Comunale prima e della legge nazionale poi, prevedendo non solo la possibilità di deposito delle volontà dei cittadini, ma rendendo concreto ed effettivo il supporto dell’Ente a chi volesse depositare la propria dichiarazione per la libertà di cura;
  • A fornire un fac-simile, che può essere poi personalizzato, su cui basare il documento con il quale una persona, nel pieno possesso delle proprie capacità, manifesta espressamente ai propri medici curanti la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si trovasse in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile.
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