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22
Ago

La Nazionale Italiana di Cricket sfotte Bossi dedicandogli l’oro!

L’Italia non va molto bene in atletica leggera, va malissimo nel basket, così così nel calcio ma si scopre una potenza europea del cricket (!).

Tanto che il presidente della Federazione fa una dedica speciale per il campionato europeo divisione II appena vinto dalla nazionale dei ragazzini sotto i 15 anni: il titolo è dedicato al leader della Lega Nord Umberto Bossi. Simone Gambino, presidente del Federcricket è un leghista convinto? Tutt’altro. La dedica è dovuta in quanto la squadra azzurra è composta quasi totalmente da figli di immigrati dall’Asia (Sri Lanka, Bangladesh, India e Pakistan). Qualche giorno fa il ministro Bossi aveva detto a proposito degli immigrati: “Noi italiani andavamo a lavorare, non ad ammazzare come questi!”

DEDICA – «È il primo titolo europeo nella storia del cricket italiano», esubossi-dito-mediolta Gambino per il successo in finale contro l’isola di Man per 163 a 59. «Quattro anni fa Man ci ha battuto di cento punti. Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli extracomunitari danno solo guai, ma danno anche lustro all’Italia. E credo anche che i ragazzi conoscano l’inno di Mameli.»

EUROPEI – All’Europeo, svoltosi nel Bolognese, hanno partecipato otto squadre: Italia, Belgio, Francia, Germania, Gibilterra, isola di Man, Israele e Svizzera. Dei tredici azzurrini (ma le squadre in campo sono composte da undici giocatori) solo uno è italiano al 100% (sardo), gli altri sono tutti figli di emigrati: due sono anglo-italiani, cinque sono bengalesi, due pakistani, due indiani e uno dello Sri Lanka. «Un pakistano e lo srilankese sono già cittadini italiani, gli altri lo saranno nei prossimi anni. E tra loro parlano più il dialetto che l’italiano», precisa Gambino. La «star» dei giovani azzurri è un sikh indiano di Mondovì (Cn) che gioca a Varese. Più che una nazionale italiana sembra una nazionale padana, infatti delle nove società di appartenenza tre sono di Bologna, due di Milano, una di Trento e una di Venezia. «A livello seniores siamo 27mi al mondo su 116», spiega il presidente federale. «Il rugby siamo pieni di oriundi, discendenti di emigranti italiani. Il nostro invece è il primo grande risultato dal lato immigratorio».