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7
Nov

L’Umbria sia d’esempio in Italia e vada controcorrente: investa sul Diritto allo Studio

protesta-borse-studio-studentiTommaso Bori torna sul tema del diritto allo studio, lanciando un appello alla Regione dell’Umbria affinché sostenga ulteriormente i giovani. Il consigliere PD evidenzia, nella sua analisi, i dati relativi agli ultimi anni, riguardanti sia le risorse destinate al Diritto allo Studio da Governo e Regione, sia il numero degli studenti richiedenti e quello dei beneficiari.

Da ciò è emerso un netto calo, negli anni scorsi, degli studenti idonei e dei vincitori effettivi, cui Bori chiede si diano risposte importanti. Pur a fronte dei tagli statali, la Regione può, con un ulteriore sforzo, farsi carico di coprire il 100% di Borse di Studio, di Collegi e di Mense universitarie, dando un aiuto concreto alla formazione dei giovani.

Di seguito il comunicato:

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Negli ultimi anni si è assistito ad una continua diminuzione da parte del Governo dei fondi per il Diritto allo Studio destinati a finanziare le Borse di Studio, i Collegi e le Mense universitarie.

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Da quasi dieci anni le risorse che il Governo assegna per la copertura di Borse di Studio, Collegi e Mense, provenienti dall’Università degli Studi, l’Università per Stranieri, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di Musica e l’Istituto di Mediazione Linguistica, non sarebbero da sole sufficienti; l’ultimo stanziamento era di soli 2,8 milioni di euro, e la maggior parte degli studenti che avrebbero diritto alla Borsa di Studio non la potrebbero ricevere per mancanza di fondi. I cosiddetti idonei e non beneficiari.

Il fenomeno è sempre stato tamponato dalla Regione Umbria, capofila tra tutte le Regioni italiane sul tema del Diritto allo Studio, che ha dimostrato una grande attenzione rispetto ai finanziamenti delle Borse di Studio, dei Collegi e delle Mense universitarie garantendone la copertura con un consistente stanziamento aggiuntivo di fondi, che ha raggiunto quasi il doppio di quello del Governo, arrivando a circa 5 milioni di euro.

studenti-perugiaNel passato questa linea politica ha permesso a tutti gli aventi diritto alla Borsa di Studio di essere automaticamente beneficiari. Il che non solo rappresenta la giusta applicazione del diritto costituzionale allo studio (secondo cui è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli alla formazione libera della persona, in particolare se capace e meritevole, ma priva di mezzi), ma rende gli Atenei perugini più appetibili rispetto alle altre, favorendo così l’arrivo dei fuorisede e l’iscrizione di studenti che hanno volontà e talento, ma non risorse economiche per poter studiare.

Ad oggi neppure questo basta più: visti i continui tagli ai fondi per il Diritto allo Studio, ultimamente nemmeno le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione Umbria sono riuscite a coprire tutte le Borse di Studio e si è visto per la prima volta anche nelle nostre Università il fenomeno degli idonei, ma non beneficiari.

Ma quest’anno è possibile invertire la tendenza.

Visto l’ampio calo delle iscrizioni all’Università che è stato registrato negli ultimi anni (complice la crisi economica e finanziaria che si è trasferita sul bilancio delle famiglie e sulla pelle dei giovani, su cui tutti dovremmo interrogarci), anche i richiedenti della Borsa di Studio sono sensibilmente diminuiti, passando dai 6.238 dell’anno accademico 2010-2011 ai 5.265 del 2011-2012, e di conseguenza anche gli idonei che dai 4.589 di due anni fa, di cui soltanto 1.946 beneficiari, ai 3.762 dell’anno scorso, di cui solo 1.729 beneficiari. Per l’anno appena iniziato si è toccato il minimo storico di richieste per le Borse di Studio, arrivando intorno ai 5.000 studenti, di cui poi sono risultati idonei 3.598 studenti.

uduÈ evidente a tutti che questo è sintomo di una serie di forti criticità: sia per le famiglie che non possono più permettersi di mantenere i propri figli agli studi, sia per i giovani che non sono più liberi di scegliere il proprio futuro serenamente, sia per il nostro territorio in cui il Diritto allo Studio e la presenza di una grande popolazione studentesca sono stati garanzia di vitalità e opportunità di sviluppo sociale, culturale ed economico.

Ma almeno, come dicevo, quest’anno è possibile invertire la tendenza.

Possiamo trasformare il dato negativo del vistoso calo degli iscritti e dei richiedenti di Borsa di Studio in una occasione per lanciare un segnale chiaro, forte e, soprattutto, controcorrente. La Regione Umbria può dare l’esempio in Italia e lanciare a tutti un messaggio di speranza. È possibile riuscire a coprire il 100% di Borse di Studio, di Collegi e di Mense universitarie e permettere ai tanti giovani che hanno capacità, talento e meritano un sostegno agli studi di poter studiare liberamente e diventare cittadini migliori, anche se il loro bilancio famigliare non glielo consentirebbe.

Sono convinto che in un periodo difficile come questo, in cui si alternano tante brutte notizie, un segnale positivo possa ridare speranza. Se da qualche parte bisogna cominciare, cominciamo dagli studenti e non saranno fondi sprecati, ma un investimento sicuro sul domani.