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Dic

Ordine del Giorno su Borse di Studio, Collegi e Mense

diritto-studio-perugiaPREMESSO CHE:
l’Onorevole Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha sostenuto che avrebbe stanziato 65 milioni di euro per i collegi e le residenze universitarie pubbliche pari a 1.700 nuovi posti letto per studenti meritevoli, ma con difficoltà economiche. A fronte dei tagli ai fondi universitari per oltre 1,5 miliardi di euro e al conseguente sensibile aumento delle tasse universitarie per le famiglie degli studenti, il Ministro avrebbe garantito a tutti gli studenti aventi diritto alla borse di studio di poterne beneficiare con una copertura economica del 100% delle borse di studio, attraverso un finanziamento di 135 milioni di euro.
per quello che riguarda gli studenti iscritti presso l’Università degli Studi, l’Università per Stranieri, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di Musica e l’Istituto Universitario di Mediazione Linguistica già venivano totalmente garantite le borse di studio per capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi economici, dall’ADISU tramite stanziamenti straordinari ed aggiuntivi della Regione Umbria che coprivano i fondi mancanti dai trasferimenti del governo di anno in anno.
a fronte delle dichiarazioni del Ministro Gelmini le decisioni prese dal Governo Berlusconi di cui fa parte sono state opposte. Si è arrivati al quasi totale azzeramento dei fondi per il diritto allo studio destinati a mense, collegi e borse di studio. Questo è accaduto contestualmente ad un taglio dei finanziamenti agli enti locali che ora non sono più in condizione, come accadeva già in passato, di colmare le carenze del governo con stanziamenti dai propri bilanci.
l’attuale situazione non è compatibile con l’offerta dei servizi agli studenti che ne hanno diritto e bisogno. Nelle altre regioni le ripercussioni si stanno facendo sentire arrivando a far chiudere le strutture che erogano servizi e a far cessare l’attività di mense, collegi e borse di studio, come a in Piemonte in cui Maria Grazia Pellerino, presidente dell’EDISU, ha dichiarato: “In queste condizioni l’Edisu non è in grado di erogare alcuna borsa di studio per il prossimo anno e non solo, chiuderanno anche tutte le residenze universitarie e le mense. In questa situazione l’Edisu chiude i battenti e io non ho difficoltà a dimettermi immediatamente”.
il Disegno di Legge 1905, ora in discussione in Parlamento, prevede la delega al Governo per riformare l’attuale normativa di principio in materia di Diritto allo Studio e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) destinati a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano l’accesso all’istruzione superiore, creando così un ulteriore quadro di incertezza per il futuro del sistema dei servizi per il Diritto allo Studio e una grave mancanza di concertazione sulle modalità di riforma di un così importante aspetto del sistema universitario italiano.
CONSIDERATO CHE:
i servizi agli studenti offerti tramite le agenzie per il diritto allo studio non rappresentano soltanto il normale adempimento delle istituzioni della Repubblica Italiana nella cui Carta Costituzionale si è data il fine di rimuovere tutti gli ostacoli all’accesso al sapere e alla formazione della persona, ma anche una garanzia di vitalità e un’opportunità di sviluppo sociale, culturale ed economico per la nostra città e la nostra regione.
Perugia è da più di 700 anni città universitaria i cui poli culturali ospitano molti studenti pendolari e fuorisede. La presenza delle Università e delle Istituzioni culturali nel territorio perugino, oltre che parte della storia cittadina, hanno da sempre rappresentato un’occasione unica di sviluppo territoriale, di crescita economica e di avanzamento nel campo della ricerca, della didattica e della formazione. Questo ha permesso a Perugia di essere conosciuta nel mondo per l’azione dei suoi poli culturali e per le sue eccellenze nei vari campi. Sono anche state numerose le opportunità offerte, sia ai cittadini di Perugia che alle realtà economiche di ogni tipo, dalla presenza di una nutrita comunità studentesca che vive e fa vivere il territorio cittadino, investendo e producendo sia in campo culturale, che sociale, che economico.
L’aspetto fondamentale che caratterizza e sprovincializza una città come Perugia, facendola emergere a livello nazionale ed internazionale, è l’avanzamento sociale e culturale che la presenza di vari poli culturali ha permesso. Sia la riduzione della capacità di azione delle varie istituzioni universitarie, sia la probabile chiusura o privatizzazione non posso che essere considerati come un danno a tutta la città ed ai suoi cittadini.
l’ADISU ( Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’ Umbria ) oltre che offrire servizi collegati allo studio quali borse di studio, collegi e mense, è riuscita negli anni ad implementare l’offerta di servizi aggiuntivi per gli studenti come l’assistenza medica, il supporto psicologico, promuovendo anche attività culturali e sociali direttamente organizzate dagli studenti.
l’ADISU è tra le poche agenzie in Italia a coprire il 100% di borse di studio. Infatti tutti gli aventi diritto diventano automaticamente beneficiari, questo non solo rappresenta una giusta applicazione del diritto costituzionale allo studio, ma rende le Università di Perugia più appetibili rispetto alle altre, favorendo così l’aumento del numero di iscritti.
l’ADISU è tra le prime agenzie italiane ad adottare il bilancio sociale. Il bilancio dell’ADISU è pubblico e viene condiviso con gli studenti, questo ha garantito negli anni che le scelte di indirizzo dell’ente fossero sempre volte all’aumento dei servizi offerti e alla costante razionalizzazione delle spese, anche tramite una mirata riduzione del personale.
EVIDENZIATO CHE:
nell’anno accademico 2009/2010 tra Governo ed Enti locali sono stati stanziati per l’Umbria oltre 16 milioni di euro, utili a coprire la totalità delle borse di studio, delle mense e dei collegi presenti sul territorio regionale..
per l’anno accademico 2010/2011 sono stati ufficializzati dal ministero i dati per cui sono stati stanziati dal Governo poco più di 3 milioni di euro, utili a coprire circa 800 borsisti a fronte di oltre 4597 studenti idonei, dunque solo il 20% degli aventi diritto potrà beneficiare della borsa di studio.
La Regione Umbria, nonostante i tagli di bilancio imposti dal Governo agli Enti locali ha mantenuto inalterato il proprio contributo per i servizi collegati al diritto allo studio pari a 5 milioni di euro, il che permette di erogare la borsa di studio a 1940 studenti, innalzando la percentuale dei beneficiari dal 20% al 42% degli aventi diritto.
Nonostante gli sforzi dell’ADISU e degli Enti locali rimangono comunque esclusi, a causa dei tagli del Governo, oltre 2657 studenti che saranno idonei, ma non beneficiari, pari al 68% dei borsisti. Questo, in tempo di crisi economica, non potrà che portare ad un alto abbandono degli studi ed una conseguente riduzione delle popolazione studentesca in città, a favore di altri atenei ed altri territori.
Il quadro delineato inciderà negativamente sia sulla vita culturale e sociale della città di Perugia, sia sul sistema economico e sul tessuto commerciale cittadino con una sensibile riduzione dei consumi.
Tutto ciò premesso e considerato PROPONIAMO CHE:
Il Sindaco e la Giunta promuovano l’attivazione della Conferenza Regione-Università e si impegnino a rappresentare le problematiche emerse dal dibattito consiliare sia all’interno della Conferenza stessa, concertando con gli altri enti locali una risposta efficace, sia presso le istituzioni Parlamentari, Ministeriali e Governative nelle sedi ritenute opportune.
Venga organizzata un’azione congiunta tra le istituzioni locali, le organizzazioni sociali, le strutture sindacali, le forze economiche e le associazioni interessate per tutelare a tutti i livelli la città di Perugia ed i suoi cittadini dagli effetti negativi sul mondo universitario e tutto il sistema economico, sociale e culturale connesso.
Vengano prese tutte le misure utili per fronteggiare le possibili ricadute che un tale quadro potrebbe figurare sulla città di Perugia, sulle sue istituzioni ed enti locali, oltre che sul suo tessuto sociale, culturale ed economico.