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13
Feb

Sangemini: accordi sottoscritti vanno rispetti, a tutela dei lavoratori

Il protrarsi della vertenza riguardante i lavoratori delle aziende Sangemini e Amerino è preoccupante, com’è preoccupante il linguaggio criptico utilizzato al termine della riunione svoltati ieri presso la Regione. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta alla Giunta Regionale per conoscere quali provvedimenti intenda adottare per tutelare i lavoratori ed assicurare la strategicità dei siti produttivi di questi due marchi storici del panorama delle acque minerali umbre.

È fondamentale richiamare la proprietà al rispetto degli accordi presi nel 2018, tra Regione e la Società AMI S.p.A – Acque Minerali d’Italia, in cui veniva garantita la posizione dei lavoratori, attraverso un vincolo di mantenimento occupazionale, a fronte di un programma di riorganizzazione aziendale e di investimento teso a riposizionare gli stabilimenti di San Gemini e Amerino sul mercato, programma sostanzialmente mai partito. Le scarse iniziative ad oggi messe in campo dall’azienda, tra l’altro, sono state di fatto finanziate attraverso la cassa integrazione accettata dai lavoratori.

La stessa Regione Umbria è il soggetto titolare di una concessione di attingimento di acque pubbliche rilasciata nel 2015 fino al 2024, che è strettamente connessa al mantenimento occupazionale di tutto il personale in forza, a tempo indeterminato.

Lunedì prossimo sarò presente alla seduta del Consiglio comunale di San Gemini, con l’obiettivo di ribadire queste istanze al fianco dei lavoratori e dei sindacati: gli accordi presi vanno rispettati, i lavoratori tutelati.

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