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10
Mag

Il Portiere di Quartiere, rinnoviamo il progetto

portiere di quartiere logo

Negli scorsi anni il Comune di Perugia, tramite i fondi europei del progetto Share My European City, è riuscito ad attivare il portierato di quartiere in varie zone della nostra città.

A me l’iniziativa è piaciuta molto e ne avevo parlato qui: https://www.tommasobori.it/il-primo-portiere-di-quartiere-apre-a-porta-pesa/

Il successo di questa buona pratica amministrativa ha coinvolto anche il quartiere di Ponte d’Oddi (in cui, nonostante le promesse della campagna elettorale, la Caserma dei Carabinieri è stata smantellata: https://www.tommasobori.it/il-punto-sulla-chiusura-della-caserma-di-ponte-doddi-e-i-progetti-per-la-sicurezza-della-zona/) a chiedere di poter avere un portiere di quartiere. Mettendosi a disposizione e, anche, sottoponendo alla cittadinanza un questionario con un’alta partecipazione e un ottimo riscontro.

Ma ad oggi sembra evidente che il Sindaco e la Giunta non siano interessati a proseguire il progetto e che, quindi, i portieri di quartiere chiuderanno a breve.

VALUTATO CHE:

– Il “Portiere di Quartiere” è una persona che, con visibili azioni quotidiane e concrete, rappresenta in maniera tangibile la volontà di protagonismo e di partecipazione della cittadinanza; è un simbolo dell’alleanza tra amministrazione comunale, privato sociale e associazioni di cittadini nei borghi e nei quartieri, personificando il senso di appartenenza ad una comunità.

– L’iniziativa fa parte del progetto europeo sulla sicurezza urbana “Share My European City” (SME-City), finalizzato alla realizzazione di interventi volti ad aumentare la coesione sociale per contrastare i fenomeni di microcriminalità, che vede il partenariato tra Comune di Perugia, in qualità di capofila, la cooperativa sociale Borgorete e soggetti europei che si occupano di progetti e ricerca nel campo del sociale e della sicurezza urbana.

portiere di quartiere porta eburnea– Il consolidamento o, in alcuni casi la nascita, di esperienze associative già attive nella città di Perugia ha rilanciato con forza il tema della “partecipazione dal basso”. Il sostegno ed il lavoro svolto dalla precedente Amministrazione ha consentito una crescita omogenea sul territorio di tali esperienze ed ha contribuito alla costruzione di un rapporto fondato su una tensione a collaborare, a cercare nuove forme di confronto che hanno prodotto come effetto il moltiplicarsi di iniziative e di eventi.

CONSIDERATO CHE:

– Il progetto, che si inquadra dunque nell’ambito di un percorso che vuole alimentare le buone pratiche e coinvolgere il protagonismo dei cittadini nel recupero dello spazio pubblico e nel fare “comunità”, prevede l’istituzione del portierato di quartiere. Ad oggi sono presenti in tre zone del centro storico che presentavano criticità dal punto di vista della sicurezza e del decoro urbano:

articolo portiere di quartiere– Il Portiere di Porta Pesa: a cura dell’associazione Ri Vivi Borgo Sant’Antonio, è il primo ad essere stato istituito, e prevede piccoli lavori di manutenzione sugli spazi comuni della zona di Porta Pesa uniti alla riapertura dei vecchi bagni pubblici del territorio.

– Il Portiere di Porta Eburnea: nato senza un mandato forte da parte del territorio   , ma determinato a conquistare sul campo la fiducia delle associazioni di quartiere e dei cittadini, rivela da subito un’attenzione particolare agli anziani soli.

– Il Portiere di Piazza Grimana: in collaborazione con i comitati di quartiere Piazza Grimana e dintorni e Vivi il Borgo, è supportato dalla consulenza scientifica di alcuni cittadini e dalla sede della Società di Mutuo Soccorso.

portiere di quartiere– Più in generale, le funzioni fondamentali che il Portiere di Quartiere è chiamato a svolgere, con priorità che possono variare a seconda delle situazioni, sono:
– raccogliere e segnalare le problematiche dei cittadini;
– essere punto di informazione;
– mettere in contatto bisogni e risorse;
– cura/decoro degli spazi pubblici;
– supporto ai soggetti deboli (anziani, bambini);
– presidio di spazi “critici” (scuole, sottopassi, bagni pubblici, giardinetti,ecc.);
– promuovere opportunità di socializzazione (tombole, piccole feste, ecc.).

RILEVATO CHE:

– La fine di quest’esperienza costituirebbe un grave danno per i quartieri interessati, che avevano  assistito ad una vera e propria rinascita dei propri borghi, e per la città tutta: il Portierato di quartiere non rappresenta soltanto un antidoto contro il degrado urbano, a cui si è fatto fronte con pulizia, fioriere, e servizi ripristinati; la presenza di un presidio costante si è rivelato infatti anche un forte deterrente contro la microcriminalità organizzata.

portiere di quartiere via della viola– In molti Comuni italiani si sta replicando questa esperienza, che simboleggia la collaborazione tra istituzioni, commercianti e cittadini, e che restituisce quel senso di sicurezza riconquistata grazie alla sinergia tra questi soggetti. Sarebbe davvero paradossale che proprio a Perugia, la prima città in Italia ad aver introdotto questa figura, si torni indietro disperdendo il prezioso patrimonio sociale e di partecipazione urbana, fin qui realizzati.

Si interroga il SINDACO e la GIUNTA:

– Sulle azioni amministrative intraprese dal Comune di Perugia per proseguire questa proficua e preziosa esperienza che il resto delle città sono in procinto di o intendono replicare.